Blog: http://Ismael.ilcannocchiale.it

Cinque minuti a mezzanotte - Live train of thoughts

15.38 - Sabato - Dice che l'attentato preelettorale, il comizio esplosivo pro domo islamica, non c'è stato. Qua e là s'odono le canee innalzate dai loici in servizio permanente, tutti rappresi in artefatte pose da paciosi presidenti di seggio, mentre mormorano salmodie contro l'inutile allarmismo e i luoghi comuni confezionati dai chierici dello scontro di civiltà. Ma di atti terroristici non ce ne sono stati per un motivo ben più prosaico, che si collega in un certo sposalizio d'amore concettuale ad una pretattica a base di psicologia inversa. Presente quando il Dipartimento di Stato americano, con informativa a vario titolo ripresa e amplificata dal governo di Roma, comunicò ai turisti statunitensi l'esistenza di fondati motivi di preoccupazione circa la loro permanenza su suolo italiano a ridosso delle elezioni politiche? Presente la sdegnata reazione all'unisono della sinistra, evidentemente incline ai complottismi e alla dietrologia solo a corrente alternata? Ecco, da quel momento in avanti la "colpa morale" di un eventuale attentato sarebbe automaticamente ricaduta sui prodiani, rei - sempre in linea ipotetica - di aver minimizzato un rischio a posteriori rivelatosi tutt'altro che campato per aria. Ed ecco perché i terroristi non si sono minimamente azzardati a colpire in pieno petto il cavallo (i cavalli) su cui hanno da tempo scommesso le loro fiches. Niente di più, niente di meno. Lasciate perdere S. Petronio e la metropolitana milanese, quelli sono obiettivi sensibili troppo telefonati e - di conseguenza - monitorati, perché i dinamitardi internazionali riuniti possano davvero darvisi appuntamento.
Ora che ho parlato, chissà cosa salterà in aria da qui a domani...

16.32 - Sabato - La ragione degli insuccessi elettorali patiti dal centro-centrodestra in occasione delle consultazioni intermedie svoltesi durante gli ultimi cinque anni - benché dalle Europee, malgrado il loro esito venga sempre apoditticamente annoverato tra le magnifiche vittorie del centro-sinistra-sinistra, si possano trarre numerose indicazioni in controtendenza - va ricercata in un paradosso di marketing politico. La riduzione delle tasse, promessa in pompa magna ma mantenuta a spizzichi e bocconi, attribuisce all'arretramento programmatico del grado di invadenza della politica i contorni formali di un provvedimento-capolinea, raggiunto il quale proprio i fautori della misura in questione si ritrovano deprivati del loro originario magnete di suffragi. Identico discorso coinvolge il federalismo riferendosi alla Lega Nord: una volta conferito all'architettura dello stato un assetto funzionale permanente, quest'ultimo promuove i motivi "settari" della sua introduzione a patrimonio comune del meccanismo istituzionale. Il presidenzialismo e il patriottismo avrebbero avuto riflessi simili su AN, suppongo.
Ora, percepito come concretizzato - non importa quanto a ragione - lo smantellamento di un sistema clientelare, in molti hanno ritenuto poco interessanti le elezioni amministrative, con quanto di estremamente assistenziale è dato di attribuire alla formazione del consenso ai bassi livelli di governo. E' come se il politico coraggioso fosse stato - o sia - il politico disposto a segare il ramo su cui sta seduto. Un paradosso: forse il suo portato generale non mancherà di ripercuotersi sul tasso di affluenza, domani e dopodomani.

17.01 - Sabato - Non approvo molto l'espediente di ritagliare brandelli delle dichiarazioni (orali o scritte) di chicchessia, per poi cucirli con lo spago grosso su una ricomposizione tendenziosa e fuori contesto del suo pensiero, finalizzata a screditarlo o ad appropriarsene indebitamente. Ma, dato il malessere psicologico pre-sconfitta, mi contraddico serenamente e invito a seguire due link (
qui e qui) decisamente agrodolci, di quelli che non fanno cambiare idea a nessuno.

17.40 - Sabato - Caspita, ragazzi, sono commosso: il limite delle cinquemila visite conteggiate è stato superato. Vabbè, duecento saranno mie (circa una al giorno per sei mesi), però fa la sua piccola figura - diciamo una figurina. Prima di Ottobre, l'avrei escluso del tutto. Blogger io? Figuri(ni)amoci.

18.15 - Sabato - Ennesima
political compass, segnalata stavolta da Samuele Silva. Io mi sono posizionato così, ma con domande del genere "libertareggio" facile: niente quesiti su aborto, eutanasia o staminali embrionali, solamente due domande "etiche" su sesso e droghe, materie riguardo alle quali sono notoriamente ultra-liberal.

18.38 - Sabato - Carino anche questo 
articolo di Socci, copincollato sul blog di Alef. Un po' screziato di livore ad personam, a dire il vero, ma a tratti emblematico dell'astratto "abbraccio universale" di cui amano blaterare certi irenici baciapile; da tenere a mente soprattutto la parte dedicata al Dalai Lama e alle vedute buddiste - tutt'altro che indulgenti - a proposito di morale sessuale e di quant'altro ruoti attorno all'inguine.

19.00 - Sabato - Se ho ben capito, lo scenario accarezzato da tutti coloro che, tolkienianamente, si affidano al detto "c'è sempre speranza", vede il voto concludersi con un "pareggio" tra l'Unione (in maggioranza alla Camera) e la CdL (vincente al Senato grazie a quella porcata di bonus regionale). Non vorrei accanirmi ulteriormente sulla reputazione di profeta di sventura che, in soli sei mesi di presenza attiva nella blogosfera, ho saputo costruirmi, ma per vincere al Senato il centro-centrodestra dovrebbe conquistare in alternativa il Lazio o la Campania - oltre ovviamente alla Puglia e al Piemonte. Regioni difficili, specialmente il feudo bassoliniano, ormai divenuto un vero e proprio presidio rosso, con tanto di Coop, consulenze e assessorati alla Pace. Ma quand'anche i "nostri" dovessero spuntarla alla Camera Alta, non illudiamoci: con la sinistra stabile a 340 deputati - contro 280 - a Montecitorio, un'eventuale prevalenza a Palazzo Madama sarebbe talmente risicata da innescare un allegro mercato delle vacche un minuto dopo la chiusura dei seggi. Molti candidati forzitalioti al Senato meditano da mesi di abbandonare la nave all'indomani del naufragio, quindi c'è poco da trastullarsi con l'abaco o da coltivare fantasiose proiezioni di voto erroneamente ritenute "favorevoli": comunque vada, sarà un insuccesso. Quel che poteva fare - molto poco - Berlusconi l'ha già fatto da un pezzo: proporre un grande idea senza organizzazione da contrapporre ad una grande organizzazione senza idee. Ma è stato preso per la saccoccia, e adesso si spalancano prospettive assai cupe per noi cosiddetti "moderati". Il brutto film interrotto nel '94 sembra in procinto di rimaterializzarsi nonostante il ritardo infertogli dal Cav.: un centro moroteo in fittizia competizione con una sinistra oltranzista, con tanti saluti alla parte conservatrice e/o liberale del Paese. Enjoy!

19.13 - Sabato - Well, io stacco. Esco a farmi qualche menata, il tanto che serve per accrescere lo sbattimento al ticchettio del contapassi che porto attaccato alla caviglia - la destra, of course.
Domani, crocetta con bruciore posteriore incorporato e poi qualche altra disquisizione depressiva.

11.21 - Domenica - Votato Forza Italia, Camera e Senato. Ammetto che la tentazione di apporre la crocetta sull'ittico simbolo del Salmone è stata forte e, fino a pochi giorni fa, foriera di molte titubanze. Ma poi, complici la prolusione zapaterista di Cecchi Paone andanta in onda avantieri a Le Storie di Corrado Augias e la necessità di accumulare "massa critica" sul partito del premier - specie alla Camera Alta, dove il simbolo dei Riformatori Liberali appare a sé stante -, mi hanno fatto propendere definitivamente per la doppietta forzitaliota. Pagherò il fio in questa vita, o nell'altra, chi lo sa.
Fa brutto tempo, il cielo è coperto di lividi nuvoloni. Speriamo che serva a raggiungere la fatidica soglia del 55% di consensi qui in Veneto, necessaria per sfrondare un senatore in più al premio di maggioranza regionale, ma ne dubito: la lista-civetta capeggiata da Giorgio "parrucchino+dolce vita" Panto stornerà quel 4-5% di suffragi sufficiente a scongiurare l'ipotesi. Giorgio Panto, sin dalle scorse Regionali, è notoriamente finanziato - tra gli altri - da consorzi larvatamente simpatizzanti del centro-sinistra-sinistra, ma disposti a speculare perfino sulle sorti del più impresentabile dei fascio-leghisti, pur di drenare voti a destra.

12.03 - Domenica - Ieri sera ho raggiunto gli amici al ristorante, dopo cena, quando i loro bicchierini di Montenegro erano già mezzi vuoti. L'astinenza alcoolica quaresimale mi rende tremendamente penoso il desinare in compagnia, davanti a gente che si scola litri di vin rosso con la massima indifferenza, per cui ho preso l'abitudine di aggregarmi alla combriccola solo dopo il caffè. La tavolata era politicamente così assortita: un no global in disguisa, un diessino in vena di polemicucce di scarso spessore, un altro diessino, però silenzioso, un verde dalle idee superficiali e confuse ("voto così perché difendono i beni culturali, e in Italia di buono c'è solo quello e nient'altro") e un indeciso decisamente apolitico. I prammatici giureconsulti di bassa statura, vista la vigilia elettorale, fioccano a profusione: "questo dei precari è un tema concreto. Mica possiamo farci prendere per il culo da questi stronzi che ci assumono per due mesi e poi ci lasciano a casa"; "Ueh, dico, io ho una laurea triennale in Scienze Pedagogiche, rappresento uno spaccato di formazione personale che, per l'Italia, è di alto livello. Come faccio a fare l'operaio?"; "Da lunedì la vedete, cazzo, quella gente lì che fine fa. Fede, Schifani, Bondi, tutti fuori dai coglioni"; "Almeno la finiranno con le leggi ad personam, cazzo. Quella è proprio una vergogna". Eh già. Vagli a spiegare, ai tuoi sodali, che è meglio precario che disoccupato. Vagli a dire - con il tatto che serve per non essere offensivi - che non è la laurea in sé a rendere appetibile lo studente/lavoratore, ma il tipo di laurea ad essere più o meno richiesto sul mercato del lavoro. Vagli a dire che avvelenare il clima fa male alla "democrazia" di cui amano riempirsi la bocca i loro retori capibastone. Vagli a dire che le leggi ad personam non sono servite ad un'emerita cippa, dopo che il legittimo sospetto non ha prodotto i risultati sperati, dopo che il Lodo Schifani/Maccanico è stato respinto dalla Consulta, dopo che la Gasparri è stata rinviata alle Camere da Ciampi e deflorata nelle parti che avrebbero avvantaggiato Mediaset. Sei prescrizioni, quattro assoluzioni, più le pendenze relative al procedimento All Iberian 2, con cui il Cav. si è risparmiato la seccatura di dover patteggiare - quanto, un anno? due? tre? - un po' di simbolica reclusione, stralciate grazie alla depenalizzazione del falso il bilancio. Il quale, però, rimane illecito da scontare tramite sanzione pecuniaria. Santa pace, ragazzi: in un sistema basato sul dilagare dell'illegalità, la volontà di applicare le regole diventa - solo nelle conseguenze o anche nelle intenzioni non fa differenza - espressione di una discrezionalità politica del tutto illiberale. Sì, ciao, quelli sono già partiti per la birreria. Io mica me la sento, ho un'astinenza da osservare e un malessere psicologico da tenere a freno.
Brutto trucchetto, quello di attribuire all'aneddotica privata un qualche rilievo statistico di campionamento antropo-politologico generale. Meglio risparmiarselo.

16.40 - Domenica - Alle 12.00 si era recato a votare il 17,6% degli aventi diritto. Se entro le 15.00 di domani non si tocca almeno l'80% non c'è storia. Cinque anni fa, alla stessa ora l'affluenza era al 21 e rotti percento, ma si votava nell'unica giornata di Domenica.

17.17 - Domenica - "
Vogliamo la dissoluzione ad æternum della Lega Nord, Forza Italia ed Alleanza Nazionale, vogliamo che venga costruito un apposito carcere dove rinchiudere tutti i membri del quasi disciolto governo delle destre, vogliamo che venga costruito direttamente come struttura fatiscente e pericolante, vogliamo che sia gestito dallo stesso efficiente personale di Abu Ghraib, vogliamo che le uniche visite che possano ricevere siano quelle degli ufficiali giudiziari che notificano altri ergastoli, vogliamo che ogni sera debbano subire una lettura degli articoli del Paperoga del Corsera squittiti dalla cella in fondo a destra e vogliamo che l'unico poster scollacciato permesso sulle pareti umide delle loro celle sia quello di Souad the cannibal Sbai in un tripudio di cellulite".
Il link esterno è un favore che, dato il traboccare di bava alla bocca, non le posso proprio fare. Ma ci vuol poco ad intuire quale penna possa esservi dietro tanto paté di bile in crosta di cerume espettorato via catetere pericranico...può essere solo lei.

17.24 - Domenica - Il Presidente emerito della Repubblica Franceso Cossiga annuncia il suo voto per la CdL. Ma non era il decano della sinistra DC? Poi, però, Domenico Fisichella finisce a ingrossare le fila dei DL. Boh.

18.11 - Domenica - Che quella dei bambini bolliti fosse una sparata con tutte le premesse a posto per assurgere in breve tempo al sospirato rango di fregnaccia si poteva intuire, ma qui ci si mette proprio una pietra tombale sopra. Tasse, politica estera e poi ancora tasse e politica estera - con una spolverata di etica pubblica, che per uno schieramento nominalmente conservatore dovrebbe funzionare da collante metapolitico, in teoria. Su questo - e non sulle leggende nere o sui coglioni o sulla magistratura infame - doveva pestare duro il Berlusca accendendo i suoi ultimi fuochi, ma non l'ha fatto. Dando per di più l'impressione di un certo nervosismo da belva braccata. L'effetto nefasto delle spie di malessere si amplifica all'estremo, così "sottovoto spinto".

9.54 - Lunedì - Vuoi vedere che la messa in onda della seconda e ultima parte de Il Ritorno del Re, ieri sera su Italia1, con la Luce che trionfa sull'Oscurità, era da tempo programmata per assumere forti valenze simboliche a doppia mandata? Tanto, chiunque vinca non potrà che sostenere di essersi rivisto dalla parte del Bene, no?

10.19 - Lunedì - L'Italia settentrionale (71,5%) guida la classifica dell'affluenza alle urne per distretti, Bologna (77,5%) quella per città. Business as usual.
(Dati Viminale)

13.56 - Lunedì - E' pacifico che gli exit-poll già pronti per le 14.55 forniscano dati ad effetto, tipo Unione al 51% e CdL al 47-48%. Io, che mi fido poco perfino dei voti scrutinati, con le "interviste all'uscita" ci farei tranquillamente la birra. Eppure so già che il doppio malto mi farà venire il mal di pancia...

14.30 - Lunedì - Le urne stanno per chiudersi. Con mezz'ora di anticipo, giunge anche per me il momento di tacere in attesa dei risultati definitivi che, salvo miracoli, si riveleranno i più annunciati della storia repubblicana. Ora, silenzio. Si vince e si perde, paura di niente.

Pubblicato il 8/4/2006 alle 15.39 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web