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Dimebag...keep on rocking us from hell!

                   


Il 9 Dicembre di un anno fa moriva Diamond “Dimebag” Darrell, già chitarrista dei leggendari Pantera, durante un concerto della sua nuova band - i Damageplan - tenutosi quella sera stessa a Columbus (Ohio). Una giovane vita interrotta tragicamente, spezzata sotto i colpi di pistola di un paranoico - tale Nathan Gale - deciso a vendicare col sangue l’inesistente plagio di alcune sue canzoni, attribuito ai Pantera prima e ai Damageplan poi. Le fantasie partorite dalla mente malata dell’assalitore hanno condotto lui stesso alla morte per mano di un poliziotto di passaggio, intervenuto appena in tempo per evitare che l’episodio assumesse contorni ancor più drammatici.
Il povero Dime è spirato accanto al fratello batterista, Vinnie Paul, anch’egli precedentemente in forza ai Pantera, dopo avere agonizzato tra le sue braccia per qualche istante. Nello scontro a fuoco, oltre al musicista, sono rimaste a terra
altre tre persone. Due i feriti gravi.
La storia del Rock è costellata da tutta una serie di “decessi eccellenti”, i cui protagonisti (Jim Morrison, Kurt Cobain, Layne Staley, Jeff Buckley, solo per citarne alcuni) hanno sublimato i tormenti di intere generazioni con l’estremo sacrificio di sé, consumato il più delle volte mischiando alcool, droga e ardimento temerario. Ma un vile omicidio non si giova dell’eroismo di una romantica bravata o del languido alone sepolcrale che circonda l’ultima dose di stupefacenti. Solo a John Lennon è capitato qualcosa di simile, ma non nelle stesse circostanze. Un agguato sul palcoscenico in pieno concerto è diverso, perché precipita nel volgere di un respiro la gioia festosa dei kids nella disperazione più nera, più insensata.
La morte improvvisa di un idolo getta nel silenzio e nel lutto il popolo dei suoi seguaci più affezionati, fino ad imporsi come parte integrante dell’intima maturazione di ciascuno di essi. Gli affanni del crescere trovano perfetta sintesi nello struggimento di un ragazzino che, dopo essersi crogiolato per anni in pigre mattinate di scuola e in viziosi pomeriggi carichi di birra, sigarette e videogiochi, sempre sferzati da ripetute ondate di Heavy Metal spaccatimpani, raccoglie i cocci della sua giovinezza davanti a una chitarra muta e insanguinata. Scoprendosi un po’ più orfano e mutilato negli affetti. Forse, solo un po’ più adulto di prima.
 
Qui la cronistoria degli avvenimenti.

 
Qui la pagina-tributo a Diamond Darrell.

Pubblicato il 8/12/2005 alle 14.39 nella rubrica Diario.

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