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Piroso-gate

Chissà se a qualcuno tra gli affezionati telespettatori di Omnibus, programma di approfondimento mattutino targato La7, è dispiaciuto quanto a me l’avvicendamento tra l’ottimo Antonello Piroso e l’affettata Rula Jebreal.

È dal 24 ottobre scorso, in effetti, che la giornalista italo-palestinese ha dato il cambio al neodirettore del Tg La7. Come stabilito già alla partenza della stagione televisiva, per tutto l’anno la conduzione del dibattito sul “Fatto del giorno” ruoterà a quindicine alterne tra i due mezzibusti.

Di certo, però, non può passare inosservata la profonda differenza di stile che separa i due mattatori: equilibrato e sottilmente causidico Piroso (come dimostrano le numerose occasioni di dibattito che è chiamato a moderare in giro per l’Italia), faziosetta e “samarcandista” la Jebreal.

Per farsi un’idea della tipa, probabilmente basta rammentare il granchio che prese - tra l’altro proprio durante una puntata di Omnibus - allorché accusò Vladimir Jabotinski, ideologo sionista annoverato tra i fondatori di Israele, di essere stato il mandante dell’attentato al King David Hotel di Gerusalemme, nel 1946. Peccato che Jabotinski sia morto nel 1940, vale a dire sei anni prima di quell’episodio. Voler a tutti i costi avvalorare un’improbabile equiparazione tra la militanza sionista anni ’20-’30 e il terrorismo palestinese d’oggigiorno, evidentemente, è un gioco rischioso anche per gli “esperti” di fatti mediorientali.

I faziosi “illuminati” come Giuliano Ferrara sanno adattarsi con intelligenza al ruolo di moderatore non-partisan; i faziosi ottenebrati, al contrario, si abbandonano alla partigianeria profittando del loro ruolo-guida. Come giudicare altrimenti il comportamento di una conduttrice che contribuisce attivamente a mettere in rapporto di 2:1 le opinioni che predilige? Ieri l’argomento di discussione era il CIA-gate, con un parterre di ospiti così assortito: due esponenti a vario titolo di centrodestra (Gustavo Selva e Carlo Panella) fronteggiati da tre rappresentanti della sinistra (Giovanna Melandri, Gabriele Polo e un’americana emula di Maureen Dowd) che, entusiasticamente appoggiati dalla Jebreal, corrispondono esattamente ad un confronto di due contro uno. Dove sia andato a parare il dibattito, è facile immaginarselo.

Meno male che da lunedì si cambia di nuovo musica...

Pubblicato il 4/11/2005 alle 8.19 nella rubrica Diario.

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