Blog: http://Ismael.ilcannocchiale.it

La strana coppia

Domani sera, alle 20.35, La7 manderà in onda la consueta puntata di Otto e Mezzo, come ogni lunedì compressa nella striminzita mezzora disponibile a ridosso del Processo di Biscardone. Ospite della serata sarà il ministro del Welfare Roberto Maroni, pronto a cimentarsi col fuoco incrociato di domande che lo attendono nell’umbratile studio cogestito dal duo Lerner-Ferrara. E chissà che non ci scappino anche le prime avvisaglie dei futuri diktat leghisti in ordine alla vertenza lombarda, confezionati magari in modo da subordinare l’appoggio del Carroccio alla riforma elettorale proporzionalista ad una vantaggiosa composizione delle liti consumatesi all’ombra del Pirellone.

Ma illazioni a parte, sembrerebbe dunque che i palinsesti preserali della ex TeleMontecarlo procedano regolarmente. Solo che non è affatto così. Infatti, nel tardo pomeriggio di venerdì scorso l’emittente ha diramato il seguente comunicato ufficiale: “Lerner ha concordato di interrompere la collaborazione con il programma ‘Otto e Mezzo’ in vista del prossimo impegno con ‘L’Infedele’, che riprenderà da Milano il 5 novembre. La7 ha pertanto offerto la co-conduzione di ‘Otto e Mezzo’ a Ritanna Armeni a partire dalla fine di ottobre”.

Perciò evidentemente quella di domani sarà una puntata preregistrata. Di sicuro, al di là dell’amicizia che lega i due opinionisti a telecamere spente, nella breve serie di puntate già messe in onda l’acrimonia ideologica che li divide sotto i riflettori non ha mancato di effervescenza. Molto probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta durante la puntata dedicata al “raeliano midcult”, Michel Huellebecq, nel corso della quale Ferrara ha pesantemente ironizzato sulla “correttezza politica” del suo (ormai ex) collega.

I quattro gatti che seguono il Giulianone nazionale lo sanno benissimo, pur tifando per la miglior riuscita dei suoi progetti televisivi: in televisione in direttore del Foglio non può accompagnarsi a molto di più che ad una “spalla” che gli sia di docile contrappeso (ovviamente in senso figurato). E Lerner, per quanto affezionato al suo sopracciò lezioso, è comunque una primadonna che mal sopporta il dover sottostare ai tempi e ai temi dettati da un solista del calibro di Ferrara.

A tutti coloro che apprezzano il tentativo di svecchiare l’approfondimento televisivo con l’abbandono della lottizzazione ideologica a compartimenti stagni, anche nella sofferta convivenza di posizioni palesemente incompatibili, questo divorzio non può non dispiacere. Perché rappresenta una battuta d’arresto per quello spirito “ferrariano” ben visibile nel suo quotidiano di riferimento (a proposito, questo blog è convintamente fogliante), sempre equamente diversificato all’insegna di un fecondo pluralismo interno.

Forse la Armeni è la soluzione più realistica, ma ad ogni modo qui si continua a rimpiangere la fase-Sofri.

Pubblicato il 9/10/2005 alle 9.3 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web