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Le istituzioni e la libertà

di Raimondo Cubeddu
Liberilibri, 302 pp., € 14,00

È raro che la filosofia politica di matrice liberale si mostri pienamente consapevole dell’ineliminabile divario teso tra essenze ed enti. Il più delle volte l’elaborazione teorica “d’area” tende a concepire in termini di perfetta identificazione il rapporto – invero problematico – tra linguaggio e realtà politica, sicché ad esempio si assiste frequentemente alla sbrigativa equiparazione tra “pluralismo etico” e “stato laico”. Come se determinati assetti istituzionali non costituissero l’annosa e perfettibile messa in opera della libertà individuale su un piano metaforico – o non performassero, per dirlo con un gioco di parole, la realizzazione dell’irrealizzabilità connaturata al loro oggetto ideale. [continua su Movimento Arancione]

Pubblicato il 18/11/2008 alle 10.35 nella rubrica Diario.

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