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La Libertà e la Legge

di Bruno Leoni
La Biblioteca di Libero, 214 pp, € 5,00

“Chiunque può dare la propria definizione di libertà,
ma se vuole che sia accettata deve produrre argomenti convincenti.
Tuttavia il problema non riguarda solo la definizione di libertà,
bensì ogni tipo di definizione.
È un merito indubbio della filosofia analitica contemporanea
aver sottolineato l’importanza della questione.
Quindi, per analizzare la libertà, l’impostazione filosofica
deve essere combinata a quella economica, politica e giuridica”

Guardandosi con circospezione dalle sistemazioni teoriche strutturate, da circa due secoli a questa parte sospettate di generare ideologie a vario titolo interventiste, molto pensiero liberale odierno vezzeggia un castrante pregiudizio antifilosofico. La formazione specifica di numerosi “venerati maestri” del liberalismo postmoderno, nati quasi tutti economisti, non poteva che assecondare i tratti qualificanti dell’ubbia suddetta, abbracciando di fatto la tecnocrazia quale percorso speculativo obbligato di teorie politiche modellate in base a variabili di tipo esclusivamente quantitativo. Come se non bastasse, le poche eccezioni a questo stato di cose sono rappresentate da campioni dell’idealismo (Croce) e/o del giuspositivismo (Kelsen), cioè da illustri sostenitori di opzioni culturali sostanzialmente “nemiche” del liberalesimo classico. [continua su Movimento Arancione]

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Pubblicato il 30/11/2007 alle 16.7 nella rubrica Libri.

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