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Molto incinta

Proprio allorquando viene promossa da assistente di studio ad annunciatrice televisiva, la bella Alison (Katherine Heigl, la Isobel di Grey’s Anatomy) scopre di aspettare un bambino da Ben (Seth Rogen), un fricchettone sfaccendato e sovrappeso, suo amante occasionale la notte dei festeggiamenti per l’eccitante avanzamento di carriera. Per inquadrare il tipo, basti sapere che il ragazzo è abbastanza familiare con la prima infanzia da trattare i marmocchi come cani da riporto e che è un partito talmente buono da sperare di mantenersi curando un sito internet dedicato ai nudi delle star. I due malassortiti fidanzati dovranno dire addio all’egocentrismo giovanile e sacrificare i loro progetti al bene del nascituro.
Morale della commedia: i figli si fanno quando capita con chi capita, la vita si prende saggiamente gioco delle tabelle di marcia troppo rigide e, dulcis in fundo, forse l’unico modo totalmente “responsabile” di procreare è...non procreare affatto. Il combinato disposto così riassunto sembra avere urtato la suscettibilità della critica politicamente corretta, la quale – non si capisce bene se per malafede o distrazione – ha pure tacciato di scarso realismo il comportamento della protagonista, che secondo taluni non prenderebbe nemmeno in considerazione l’ipotesi di interrompere la gravidanza. Eppure nel film il suggerimento di “correre ai ripari” spunta in due dialoghi consecutivi, uno dei quali si svolge tra la ragazza incinta e sua madre. Durante una telefonata, poi, Alison avverte Ben di voler tenere il bambino: a rigor di logica, decidersi per una scelta implica l’aver consapevolmente vagliato tutte le soluzioni alternative.
Coartazioni radical a parte, occorre pur (riba)dire che “mandare un messaggio” più o meno condivisibile, di per sé, non è condizione necessaria né sufficiente a confezionare del buon cinema. E che Molto incinta, se può vantare alcune gag capolavoro (su tutte l’orgia simulata dagli amici di Ben quando Alison si fa risentire e l’imbarazzo del futuro papà durante l’amplesso per la “presenza” del feto), accusa d’altro canto qualche lungaggine nella scrittura (alcune sottotrame, come ad esempio le indagini sulla presunta relazione extraconiugale del cognato Pete, smagliano inutilmente il tessuto narrativo del film).
La buona presa sul cast da parte del regista e sceneggiatore Judd Apatow, molto convincente nel ritrarre l’amicizia tra i componenti della sgangherata combriccola con cui gozzoviglia e vive Ben, unito al pertinente utilizzo di classici strumenti visivi come controcampi e montaggi alternati, contribuisce comunque a realizzare un prodotto nel complesso piacevole. Davvero carini i titoli di coda, con il fotoalbum dei bimbi avuti sinora dalla squadra di tecnici e attori che hanno lavorato alla pellicola.

La parola agli esperti: “il tentativo è quello di innestare (neutralizzare?) in commedia le intemperanze sessual/verbali del nerd [...] Scurrilità con destino rosa, rutti votati al lietofine, cameratismo cialtrone messo sull’attenti romantico, ribellismo flautato in retorica da pannolino” [Alessio Guzzano]; “Delle tante cose che funzionano di "Molto incinta", la coppia protagonista è l'asso nella manica dell'intera operazione. Per una volta hai la sensazione che la donna sia molto più sexy dell'uomo. Rivoluzionario” [Francesco Alò]; “Apatow è diventato sinonimo di una comicità giovanile fresca ed originale, che sembra trovare le sue radici nelle pellicole di John Landis degli anni settanta, ma anche dai migliori programmi comici della televisione attuale. Piccolo problema, non si sta spremendo troppo?” [Colinmckenzie]

Pubblicato il 29/10/2007 alle 9.25 nella rubrica Film e DVD.

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