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IsmaelVille/6

Sin dalla sua inaugurazione, per prosa e contenuti, ho molto apprezzato il blog de Il Filo a Piombo, nato dalla reunion di tre bolognesi sulla quarantina desiderosi di contribuire alla ricostruzione culturale del centrodestra. Quiqui i due migliori post che il loro diario online ha offerto alla mia ultima perlustrazione: il primo mette in bella scrittura il pensiero della quasi totalità dell’elettorato cidiellino in merito all’amnistia, il secondo si occupa delle numerose spiacevoli conseguenze che il femminismo, in oltre trent’anni di onorato (?) servizio, ha dimostrato di poter produrre sull’equilibrio psicofisico di molte donne.
Imperdibile anche questa vera e propria tesina sulla situazione irachena di Daniele Sfregola e di Mauro Gilli.
Molto carina l’intervista di Perla ad un suo amico ingegnere e omosessuale. Memorabile soprattutto allorché l’intervistato fa presente che, per un gay come per chiunque altro, nella vita – anche sentimentale – esiste molto altro e molto più che non l’idea totalizzante di sessualità spesso sbrigativamente attribuita al modus vivendi di tante persone – chiamate appunto omosessuali, quasi a volerne evidenziare una sorta di erotomania costitutiva.
La rassegna stampa de Il Mascellaro stavolta offre non uno, non due, bensì tre pezzi pregiati: qualche numero sul (buon) funzionamento della legge 40, la demolizione di certo catastrofismo d’accatto, artatamente (ed efficacemente) divulgato dalla sinistra negli ultimi anni e un minisaggio sulla cacciata di Cristo – provate un po’ a indovinare da dove.
Sulla stessa falsariga, Radici e Libertà riprende un articolo di Rino Cammilleri che illustra il profondo legame esistente tra il cristianesimo e la moderna concezione di “progresso”.
Bella analisi del rapporto tra finzione comportamentale e scarsità di autostima, by Claudio Risé.
Qui, invece, Max Teocon riprende qualche nota di Marco Respinti sul pensiero del filosofo anti-gnostico Eric Voegelin.
Tra i nuovi blog non cessa di stupirmi favorevolmente quello di JoyceQui l’autore mette sotto accusa l’atteggiamento della classe imprenditoriale italiana.
Chi non smette di rappresentare una splendida certezza nel panorama della blogosfera liberale nostrana è Paolo Della Sala. Meritano di essere letti questa sua critica allo strapotere mediatico della sinistra e questa silloge delle foto-shock che Beppe Grillo si guarderà bene dal...farci vedere.
Come di consueto Wellington torna con una delle sue analisi di tattica e strategia militare, con il risultato di sempre: mettere in luce il pressappochismo del giornalismo mainstream. Nella fattispecie, l’uso di armi da tiro imprecise come i razzi (Katyusha) chiama Hezbollah in manifesta colpevolezza di terrorismo. Le manovre d’artiglieria di un esercito regolare, infatti, vengono condotte utilizzando cannoni e/o obici, cioè strumenti in grado di colpire con precisione dei bersagli ben precisi. Il problema, quindi, è proprio che la milizia sciita libanese non è affatto un esercito regolare, ma un’organizzazione terroristica che sparacchia alla “piglio chi piglio” a cominciare dalla tipologia di armamento di cui si dota.
Ottima la recensione di Democrazia: il dio che ha fallito, raccolta di saggi del libertario Hans Hermann Hoppe, scritta da Passaggio al Bosco. Se l’estensore non ci inganna, si tratta della prima di una serie di approfondimenti dedicati al libro in questione.
Retorica e Logica propone due poesie, una di Montale e una di Borges. Da incidere sulla lapide tombale la frase virgolettata in chiusura!
Sul fronte “think tank” segnalo poi questo articolo di Vittorio Macioce sulla milanesità in politica e questo position paper dell’IBL sul pacchetto Visco-Bersani, linkati rispettivamente da The Mote in God’s Eye e da Happytrails.

Pubblicato il 23/7/2006 alle 23.49 nella rubrica Diario.

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