.
Annunci online

  Ismael [ Il superstite del Pequod ]
         
















Non te lo chiedo per favore: non calpestarmi







Perduta nazione, avito suolo
Isole tra i monti, strade pei mari
Unico asilo ed eterno conforto
Per te prosperiamo
Liberi e reverenti





Due che hanno visto giusto





La situazione mediorientale spiegata
meglio che in mille editoriali





In memoria di Diamond
"Dimebag" Darrell
, e di tutti gli
interminabili pomeriggi di
gioventù trascorsi a sgomitare
sotto la sferza selvaggia
della sua chitarra!





Where I belong:



Il movimento liberale giovanile fondato e presieduto da Francesco Lorenzetti



Edoardo Ferrarese

Crea il tuo badge


Testate, think tank & community:





















Direttore Giancarlo Loquenzi
















































MY BEST SHOTS:

Meglio il Saruman monetarista
o il Sam vegetariano?

Sul proporzionale

Un sindaco efferato

Mineo-gate

La verità ribadita.
Grazie alla blogosfera


Le fiamme sopra Parigi

Religione e omosessualità -
Condannati per reato d'opinione


Buon anno e felice Epifania
con l'intemerata
laica-ma-non-laicista


Ipocralismi
(ipocrisie e moralismi)


Il sofferto capolavoro
di Arik


Munich

Jimmy, Fini e i joint

Il Programma dell'Unione:
non si fa, si fabbrica


Jin-Roh - Uomini e lupi

Cento domande sull'Islam

Il Caimano

Buona la seconda

Cinque minuti a mezzanotte

After-midnight abstracts

Martini l'apostata

Hanno già ricominciato
a farci "ridere"


What is the Matrix?

Federalismo e Democrazia

La riserva è scesa in campo

La Signora delle contumelie

Mimmu 'u Guardasigilli

Il Codice da Vinci

La lussazione

Pensierini bioetici

Referendum day...
compromission day


Centrodestra, anno zero

Padoa-Schioppa VS Bersani:
vince la politica

Paths of Glory -
Ciò ch'è fatto è reso


La guerra infinita,
l'ipocrisia al governo

United 93

Multilateralismo dalemiano:
molta astuzia, poca prospettiva

8 Settembre,
festa degli ondivaghi


Com'era il mondo

Propaganda welfare

La semplicità del Papa

Telecomgate, Prodi poteva
non sapere. Non è
la prima volta


Tra il Dio incarnato
e il Dio incartato


Più tasse per tutti.
E più inflazione

Miami Vice

Ipotesi su Gesù

Buona l'anima,
malo il vino


USA 2006:
l'America plurale


Laicità e diritto naturale,
ovvero: del cortocircuito
giacobino


La mossa del Casini

Né bio né equo
né solidale. Quindi
massimamente etico


Apocalypto

Pannella e la morte
per procura


Fassino, le sberle, la rivincita

Tri-dazer

"Prodienko": torti e ragioni

L'antiPACStico

Uno sguardo all'America
del prossimo futuro


Or sono tre anni

Come Prodi
cadono le foglie al vento


Life to lifeless

Proibizionismi all'orizzonte?

Ennesima political compass

A New Republic

300

Uomini, caporali
e parlamentari


Immigrazione e libertà

L'innatismo dei predestinati

Libertari o gobettiani?

Sarko e Silvio

Cronache straboscopiche

Sex Crimes & the Vatican

Michela Vittoria Brambilla

La valanga veronese

Gods of Metal 2007

Se Milano piange,
Parma non ride


Gianfranco, Daniela
e il  moralismo farisaico


Un altro partito liberale?
No, grazie


La battaglia che fermò
l'impero romano


Harry Potter 5

Mario e i miglioristi sognatori

L'Arciprete e il Cavaliere

Scemenze che vanno distinte

Cor magis tibi Sena pandit

Gli interrogativi di Walter

Il liberismo
è davvero di sinistra?


Fenomenologia del Grillo

Le cronache
del Ghiaccio e del Fuoco


Liberalismo

Eutanasia in progress

Rivalutiamo pure Hobbes,
ma solo oltre confine


Rosmini for dummies

Sapessi com'è strano/
morire democristiano


La Libertà e la Legge

Bioetica
autunno-inverno


Il caso Bianzino

Luigi Sturzo for dummies

Papa e Sapienza,
Fede e Ragione


USA 2008: Mac is back!

I figli di Hurin

Aborto all'italiana

Urbanistica di cronaca
e di mercato

Contro le tasse

Liste del Pdl:
guardiamo la luna,
non il dito


Cattolicesimo,
protestantesimo
e capitalismo


In difesa di Darwin/
Dimenticare Darwin


Multiculturalismo o razzismo?

Coerenza o completezza?
Il caso delle norme edili


Il teatrino fa comodo a tutti

Un'impronta illiberale?

La scelta di Eluana

La fine dell'economia

Il Cavaliere Oscuro

Il quoziente etico

Fallitalia

Quel che resta della crisi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Liberalizzazioni:
cosa resta da fare?

#1  #2


Il punto sulle bersanizzazioni
#1  #2  #3


Un giorno di libertà
#1  #2  #3


Metabio(gen)etica
#1  #2  #3  #4


Per il bene dell'Italia
#1  #2  #3  #4  #5
#6  #7  #8  #9  #10 


IsmaelVille
#1  #2  #3  #4  #5
#6 #6.1 #7  T13


Spigolature internautiche

"Uòlter Veltroni
a tajà er nastro
so' tutti bboni"

            by Giggimassi


"Far l'amore
col preservativo
è come fare il bagno
con lo scafandro"

                (Anonimo)


"Non sono né del partito
rivoluzionario né del
partito conservatore.
Ma tuttavia e dopotutto
tengo più al secondo che al
primo. Infatti dal secondo
differisco nei mezzi
piuttosto che nel fine,
mentre dal primo differisco,
insieme, nei mezzi e nel fine.
La libertà è la prima delle
mie passioni. Questa è la
verità"


      Alexis De Tocqueville
                    (by Zamax)


"Se Dio si candida,
lo stolto pensa alle elezioni
invece che al problema
dell'elezione"


            Giuliano Ferrara


"Io credo soltanto nella parola.
La parola ferisce, la parola
convince, la parola placa.
Questo, per me, è il senso
dello scrivere"


                    Ennio Flaiano
                (by Il Paroliere)


"L'ideazione di un sistema
resistente è atto creativo
che solo in parte si basa su
dati scientifici; la sensibilità
statica che lo determina, se
pure necessaria conseguenza
dello studio dell'equilibrio e
della resistenza dei materiali,
resta, come la sensibilità
estetica, una capacità
puramente personale, o per
meglio dire il frutto della
comprensione ed assimilazione,
compiutesi nello spirito del
progettista, delle leggi
del mondo fisico"


                       Pier Luigi Nervi
(Scienza o Arte del Costruire)


"L'unica cosa necessaria
per il trionfo del male
è l'inerzia dei buoni"

                         Edmund Burke
              (by Torre di Babele)


"Un governo così grande da
darti tutto quello che vuoi
è anche abbastanza grande
da toglierti tutto quello che hai"


               Barry M. Goldwater
          (by Retorica e Logica)


"L'amore è donare quello
che non si ha a qualcuno
che non lo vuole"


                     Jacques Lacan
                       (by Bernardo)


"Sono un conservatore nel
senso inteso da Hannah Arendt,
che si preoccupava della
preservazione del mondo.
Oggi comunque non c'è più
ordine costituito, ma solo
un cambiamento costituito.
La nostra sola tradizione è
il progresso. Viviamo in nome
del movimento e del
cambiamento continuo.
In questo contesto, io mi
considero un rivoluzionario,
perché ormai la sola
rivoluzione possibile è quella
che interrompe le derive
contemporanee"

               Alain Finkielkraut
                            (by Temis)


"Parliamo di politica:
quando si mangia?"


                 Alberto Mingardi


"Quella delle domeniche
a piedi è una messa rosso-
islamica, basata sulla nostalgia
del bel tempo della austerity
'regalataci' dall'Opec nel 1973.
E' un rito di espiazione e
autoflagellazione, direbbe un
Ernesto De Martino. E' una
autopunizione per aver pensato
di andare in auto a casa della
mamma, direbbe Freud. E' una
purga rivoluzionaria per
distruggere i beni di consumo
e tornare al valore d'uso,
direbbe Karl Marx"


                  Paolo Della Sala


"Quando uno conosce bene
una cosa se ne ha a male
se qualcun altro ne parla"


                          by Cruman


"Il vero conservatore sa che
a problemi nuovi occorrono
risposte nuove, ispirate a
principi permanenti"


             Giuseppe Prezzolini
  by Camelot Destra Ideale


"Una donna lo sa: le donne
adorano odiarsi. E' una cosa
vezzosa, niente di grave: solo
un po' di veleno qua e là, uno
sgambetto un sorriso e una
pugnalata alle spalle.
Non possiamo resistere"


              Annalena Benini


"Gli elettori delegano
il peccato ai potenti, così
possono immaginare
di non essere colpevoli
di nulla"


          Paolo Della Sala, again


"L'utilitarista deve nascondere
giudizi di valore da qualche
parte, per prendere decisioni
in base al suo principio,
e la teoria morale che ha
non è quindi l'utilitarismo,
ma lo specifico criterio
decisionale adottato"


                          LibertyFirst


"Non c'è più nessuno
a cui sparare, signore.
Se si tratterà solo di
costruire scuole e ospedali,
è a questo che serve l'esercito?"


                   Michael Ledeen


"L'idealista è uno che,
partendo dal corretto
presupposto che le rose hanno
un profumo migliore dei cavoli,
usa le rose per fare la zuppa"


                  Antonio Martino


"Sono sempre i migliori
ad andarsene dai forum"


                           Malvino


"Sapientia deriva da assaporare,
serve altro commento che non sia
mettere in moto il pensiero,
il ragionamento critico
come sapore delle cose?"


                                 adlimina


"Se gli economisti fossero
in grado di prevedere l'economia
non sarebbero tali, cioè non
avrebbero bisogno di insegnare
per sbarcare il lunario"


                            Mario


"Chi è sovente accigliato,
chi alza spesso il ditino
ammonitore, chi giudica
severamente il mondo
è uno che nel mondo
ci si trova male"


                             Gianni Pardo


The unprofessional blog

L'autore dichiara apertamente
che gli audaci parti del suo
intelletto avrebbero bisogno
del conforto di dottrina
specialistica in più materie,
nessuna delle quali minimamente
padroneggiata: pregasi notare
- sia ricordato qui una volta
per tutte - che di siffatti
scrupoli accademici è
privilegio della corporazione
dei dilettanti infischiarsene
allegramente (TNX Zamax)


Disclaimer
A norma della legge 62/2001
questo blog, aggiornato senza
periodicità, non è una testata
giornalistica né un prodotto
editoriale.
L'autore dichiara di non
essere responsabile dei
commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei
lettori, lesivi dell'onorabilità
o dell'immagine di persone
terze, non sono da attribuirsi
al titolare.


Copyright
Tutti i testi presenti su questo
blog, salvo dove diversamente
indicato, sono da considerarsi
proprietà intellettuale
dell'autore. Senza il consenso
esplicito del titolare, è vietata
la riproduzione totale o parziale
di tali contenuti a scopo di lucro.
Il mancato rispetto di queste
indicazioni sarà perseguito
in sede legale, secondo i termini
previsti dalle leggi vigenti.


Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Wikio - Top dei blogs - Politica


24 febbraio 2006

Per il bene dell'Italia/4

Quello riservato ai temi economici è il più corposo capitolo del programma unionista, in quanto occupa il quadruplo dello spazio rispetto a tutti gli altri (oltre ottanta pagine contro una media di venti-venticinque). Se tale dato comparativo rispecchiasse la gerarchia di priorità enucleata nel manifesto politico, l’economia assurgerebbe quindi a “piatto forte” non solo della futura agenda di governo, ma più in generale della piattaforma culturale espressa dalla sinistra. Una scelta discutibile – piaccia o non piaccia, col tempo l’andamento dei mercati prescinderà sempre di più dalle misure legislative adottate per tentare di pilotarlo: in futuro i temi dirimenti saranno quelli etici – ma coerente con la tattica di insistere sul terreno politico che più di ogni altro ha rivelato la debolezza del governo che stiamo per salutare.
Con la sua memorabile “discesa in campo” del ‘94, il Cav. prometteva ai moderati una konservative revolution sulle orme della controriforma antistatalista attuata dalla Thatcher nell’Inghilterra anni ‘80. Privatizzazioni, concorrenza e detassazione avrebbero senz’altro liberato la sinistra da ogni residua nostalgia socialdemocratica; nel giro di dieci anni Silvio B. avrebbe incoronato re Massimo D’A., nel frattempo convertitosi al “mercatismo compassionevole” causa forza maggiore; Giuliano Ferrara avrebbe vissuto felice e contento l’avverarsi di tutti i suoi sogni amendoliani.
Sappiamo com’è andata. Il colpo di mano della strana coppia Scalfaro-Bossi ha impedito al centrodestra di governare negli anni ’90 (quando, sia pure in ritardo, certe riforme si sarebbero ancora potute fare), rimandandone la salita al potere al 2001 (quando, numeri alla mano, al Senato avrebbe dovuto vincere la sinistra!). L’asse Fini-Follini ha fatto il resto, senza dimenticare il monetarismo strabico applicato dalla Banca Centrale Europea.
Malgrado quanto ripercorso, non senza sorprendermi l’Unione appronta un piano di politica economica ricco di spunti interessanti. Come vedremo, il vero disagio emerge dal bagno di ambiguità e omissioni al quale essi vengono continuamente sottoposti.

Il titolo rasenta la distopia: Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società. Siamo quasi dalle parti del Brave New World di Aldous Huxley. Timoroso di dover subire un’escursione moraleggiante sul crinale che separa il capitalismo “selvaggio” dalla superiore sensibilità solidale incarnata dal prodismo, noto invece che il capitolo parte con una sinossi dei principali argomenti trattati oltre. La cifra politica sposata dall’Unione appare chiara già da queste prime note, assieme alle paternità “nobili” cui fa riferimento: “Non possiamo permetterci nessuna politica dei due tempi: prima il risanamento e poi gli interventi per lo sviluppo e la redistribuzione del reddito”, si legge a pag. 113. Il legame con l’esperienza di Tony Blair e con i sistemi scandinavi appare più che evidente. Con tutti i suoi limiti, una volta rapportati con freddezza tali modelli al contesto italiano di oggi. L’idea di flettere “a sinistra” l’adesione ad un irreversibile liberismo – traendo cioè dal mercato le risorse per finanziare lo stato sociale – dà per scontata l’esistenza di un ambiente economico idoneo alla sua messa in pratica. Sono condizioni al contorno che solo una lievitazione liberale della forma mentis conservatrice può predisporre, come la storia degli ultimi quarant’anni sta ampiamente a testimoniare. Difficile credere ad una variante ulivista del reaganismo; perfino i radicali, tardivamente consegnatisi anima e corpo al liberismo puro, stanno facendo capire di voler interpretare il loro ruolo nell’Unione come lievito riformatore in chiave progressista (postcritianesimo, diritti civili e anticlericalismo d’antan). L’efficiente assistenzialismo scandinavo, poi, funziona bene solo all’interno di aree nazionali poco popolose e intensivamente urbanizzate.
Poca gente in poche città-stato, insomma. Pensando all’Italia delle “centocittà”, si inarca il proverbiale sopracciglio: è chiaro che un socialismo di tipo danese finirebbe per rendere insostenibili i costi di allocazione delle risorse, transitando queste ultime attraverso le fitte maglie dell’apparato statale e territoriale italiano.
Ancora a pag. 113: “La sfida della concorrenza globale non può essere affrontata con successo sfruttando la riduzione dei costi, in particolare di quelli del lavoro”. Qui mi si arriccia anche l’altra arcata soppraccigliare. Chi ha scritto questo passo avrà certamente voluto sottintendere un solamente tra “successo” e “sfruttando” – anche perché in caso contrario lo sgravio di cinque punti percentuali sul cuneo fiscale, paventato da Prodi nei giorni scorsi, confliggerebbe vistosamente con un indirizzo di principio del genere.
Ma ecco che arrivano gli ospiti più attesi, signore e signori: i luoghi comuni preelettorali. Ci si propone di “[...] sostenere lo sviluppo del mezzogiorno, in particolare sfruttando le grandi potenzialità offerte dal turismo e dalla nuova centralità del Mediterraneo” (pag. 114). Su quanto possa scoprirsi come “nuova” la centralità del Mediterraneo non mi attardo; a proposito invece di locuzioni della serie “valorizzare il patrimonio artistico del sud”, “sostenere lo sviluppo con aiuti concreti” o “signora mia, è un museo a cielo aperto!”, riesco solo a ravvisare il taglio bassoliniano del loro costrutto retorico. Come se l’industria del turismo si pascesse di belle rovine aperte al pubblico pagante, e non facesse invece aggio su moderne infrastrutture funzionali al massimo comfort dei villeggianti. Ma, per accantierare quelle, occorrerebbe amministrare una seria politica degli appalti e del particolareggiamento urbano, col rischio di impensierire latifondisti e ambientalisti del caso (spesso rappresentati dagli stessi soggetti). Meglio allora dipingere uno scenario “petrolifero” della risorsa turistica, che sgorga senza fatica e si munge come un pozzo. Così nessuno si spaventa e i politici liquidano le magnifiche prospettive del turismo con quattro chiacchiere al bancone del bar.
Subito dopo, alla stessa pagina, scorre un prontuario del buon mercatista. Gli istinti animali del mercato trovano però una glossa maliziosa, allorquando si afferma di voler “Combattere le rendite e le protezioni indebite aprendo a una concorrenza regolata che è cosa diversa dal libero mercato”. L’intreccio di folgorazione liberista tardiva e di paternalismo sacrestano, messi a guardia dell’elaborazione politica della sinistra, come si è già avuto modo di accennare generano ambiguità unita ad irritanti somministrazioni di bastone e carota in rapida successione. Non ho nessun diritto di salire pomposamente in cattedra, nemmeno per rinfrescare le confuse idee di chi mastica l’abc del liberalismo da nemmeno un ventennio e stenta a digerirne i termini essenziali. Mi limito quindi ad osservare che la prima e più importante “merce” contesa sul mercato è proprio il diritto, inteso come apparecchiatura di regole calibrata attorno a precise dinamiche contrattuali.
Andiamo avanti. A pag. 115 si segnala l’urgenza di “riequilibrare i conti, dissestati dal governo di centro destra”. Eppure i dati ISTAT dicono che quest’anno l’avanzo primario è aumentato di 20 mld, mentre il fabbisogno del settore pubblico è diminuito di 6. Che dire, poi, dell’ok di Bruxelles alla Finanziaria 2006? I conti pubblici, che io sappia, li ha realmente dissestati l’acclarato buco di 30 mld consegnato al governo Berlusconi dalla sinistra (correva l’anno 2001). Molto meglio l’individuazione delle patologie strutturali che affliggono il nostro sistema produttivo, a pag. 119: “inadeguatezza della specializzazione produttiva[,] arretratezza del settore terziario [e] forte concorrenza che proviene dalle nuove aree di sviluppo industriale”, acuiti per giunta da un “abbassamento del tasso di crescita della produttività che negli ultimi anni in Italia [...] ha addirittura assunto valori negativi”. Una problematica, quest’ultima, alla quale ha robustamente contribuito l’esplosione di vertenze sindacali che ha contraddistinto la legislatura appena conclusa, aggiungo io.
Il declino industriale, continua l’analisi, interviene “Dopo vent’anni di crescita trainata dalla grande impresa pubblica e privata e altri vent’anni di crescita trainata dai distretti”. Ma, a loro volta, grande impresa e distretti erano trainati dalla leva monetaria – tramite il classico ribasso valutario competitivo – e dalle ripetute bolle inflazionistiche – che ripagavano le emissioni del Tesoro stampando moneta falsa. Meglio non celebrare troppo il recente passato: l’unico periodo degno di una certa nostalgia è quello del “miracolo economico” anni ’50, quando l’ipertrofia delle Partecipazioni Statali era ancora di là da venire.
Tra le pp. 119 e 120 prosegue l’elencazione delle “malattie industriali” italiane, con qualche riferimento di troppo al “nanismo” e al “familismo” che, a detta degli estensori, graverebbe sul nostro sistema produttivo. Ammesso che di handicap, in taluni casi, possa trattarsi, mi riesce antipatico immaginare che debba essere l’interventismo statale a incidere sul dimensionamento delle centrali produttive. Le imprese devono trovare autonomamente la loro economia di scala ottimale, misurandosi con le esigenze del mercato che sfidano.
Passata la diagnosi, quali soluzioni vengono prospettate? Alla prossima puntata.

 

(4.Continua)



sfoglia     gennaio        marzo
 


Ultime cose
Il mio profilo



11 Settembre
1972
2twins/M&A
Accessibile
A Conservative Mind
Aislinn
Alef
Alessio Guzzano
Alexandra Amberson
Astrolabio
Atroce Pensiero
Azioneparallela
Benedetto Della Vedova
Bernardo
Bioetiche
Bourbaki
Broncobilly
Cadavrexquis
Calamity Jane
Camillo
Cantor
Carlo Panella
Carlo Scognamiglio
Carlo Zucchi
Ce lo dice Hillman
Climate Audit
Coast2Coast
Crossroads
Davide Giacalone
David the Gray
Daw
Deborah Fait
De Libero Arbitrio
DestraLab
DMC (un amico di vecchia data)
El Boaro
Face the Truth
ffdes
Filosofo austro-ungarico
Freedomland
From being to becoming
Germany News
Gianni Pardo
Giorgio Israel
Giovanni Boggero
Giovanni Maria Ruggiero
Giulia NY
Green Report
Greg Mankiw
Happy Trails
Harry
House of Maedhros
Hugh Hewitt
Ideas Have Consequences
Il blog dell'Anarca
Il bosco dei 100 acri
Il Castello
Il Filo a Piombo
Il Megafono
Il piccolo Zaccheo
Il Politico
Ingrandimenti
In Visigoth
Ipazia
Italian Libertarians
JimMomo
Joyce
Karamazov
Karl Kraus
Krillix
L'apota
La Cittadella
La Pulce di Voltaire
La voce del Gongoro
Le Guerre Civili
Lew Rockwell
L'estinto
Lexi
Liberali per Israele
Liberalizzazioni
Lino Jannuzzi
Little Green Footballs
Lo PseudoSauro
Lo Schiavo
Lo straniero di Elea
L'Ussaro
Macromonitor
Mario Sechi
Marco Taradash
Massimo Fini
Mau
Michael Ledeen
Miss Prissy
Mondo Ingegneri
Napoli Viva
Neocon Italiani
Ne quid nimis
Noise from America
Numendor
Oggettivista
Orpheus
Otimaster
Paolo Longhi
Parbleu!
Passaggio al Bosco
Pensiero Conservatore
Perla Scandinava
Phastidio
Principessa Lea
Processi di mercato
Realismo Energetico
Riflessioni di un Conservatore
Robinik
Schegge di Vetro
Snow Crash
SocraticaMente
Starsailor
The Mote in God's eye
The Right Nation
Topgonzo
Ultima Thule
Valentina Meliadò
Ventinove Settembre
Walking Class
Watergate
Wellington
Wind Rose Hotel
Zamax
Zona Franca


Blog letto 971086 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom