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Non te lo chiedo per favore: non calpestarmi







Perduta nazione, avito suolo
Isole tra i monti, strade pei mari
Unico asilo ed eterno conforto
Per te prosperiamo
Liberi e reverenti





Due che hanno visto giusto





La situazione mediorientale spiegata
meglio che in mille editoriali





In memoria di Diamond
"Dimebag" Darrell
, e di tutti gli
interminabili pomeriggi di
gioventù trascorsi a sgomitare
sotto la sferza selvaggia
della sua chitarra!





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Il movimento liberale giovanile fondato e presieduto da Francesco Lorenzetti



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Proibizionismi all'orizzonte?

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Immigrazione e libertà

L'innatismo dei predestinati

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Sex Crimes & the Vatican

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Il liberismo
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Fenomenologia del Grillo

Le cronache
del Ghiaccio e del Fuoco


Liberalismo

Eutanasia in progress

Rivalutiamo pure Hobbes,
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Rosmini for dummies

Sapessi com'è strano/
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La Libertà e la Legge

Bioetica
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Il caso Bianzino

Luigi Sturzo for dummies

Papa e Sapienza,
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USA 2008: Mac is back!

I figli di Hurin

Aborto all'italiana

Urbanistica di cronaca
e di mercato

Contro le tasse

Liste del Pdl:
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Cattolicesimo,
protestantesimo
e capitalismo


In difesa di Darwin/
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Multiculturalismo o razzismo?

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Il caso delle norme edili


Il teatrino fa comodo a tutti

Un'impronta illiberale?

La scelta di Eluana

La fine dell'economia

Il Cavaliere Oscuro

Il quoziente etico

Fallitalia

Quel che resta della crisi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Liberalizzazioni:
cosa resta da fare?

#1  #2


Il punto sulle bersanizzazioni
#1  #2  #3


Un giorno di libertà
#1  #2  #3


Metabio(gen)etica
#1  #2  #3  #4


Per il bene dell'Italia
#1  #2  #3  #4  #5
#6  #7  #8  #9  #10 


IsmaelVille
#1  #2  #3  #4  #5
#6 #6.1 #7  T13


Spigolature internautiche

"Uòlter Veltroni
a tajà er nastro
so' tutti bboni"

            by Giggimassi


"Far l'amore
col preservativo
è come fare il bagno
con lo scafandro"

                (Anonimo)


"Non sono né del partito
rivoluzionario né del
partito conservatore.
Ma tuttavia e dopotutto
tengo più al secondo che al
primo. Infatti dal secondo
differisco nei mezzi
piuttosto che nel fine,
mentre dal primo differisco,
insieme, nei mezzi e nel fine.
La libertà è la prima delle
mie passioni. Questa è la
verità"


      Alexis De Tocqueville
                    (by Zamax)


"Se Dio si candida,
lo stolto pensa alle elezioni
invece che al problema
dell'elezione"


            Giuliano Ferrara


"Io credo soltanto nella parola.
La parola ferisce, la parola
convince, la parola placa.
Questo, per me, è il senso
dello scrivere"


                    Ennio Flaiano
                (by Il Paroliere)


"L'ideazione di un sistema
resistente è atto creativo
che solo in parte si basa su
dati scientifici; la sensibilità
statica che lo determina, se
pure necessaria conseguenza
dello studio dell'equilibrio e
della resistenza dei materiali,
resta, come la sensibilità
estetica, una capacità
puramente personale, o per
meglio dire il frutto della
comprensione ed assimilazione,
compiutesi nello spirito del
progettista, delle leggi
del mondo fisico"


                       Pier Luigi Nervi
(Scienza o Arte del Costruire)


"L'unica cosa necessaria
per il trionfo del male
è l'inerzia dei buoni"

                         Edmund Burke
              (by Torre di Babele)


"Un governo così grande da
darti tutto quello che vuoi
è anche abbastanza grande
da toglierti tutto quello che hai"


               Barry M. Goldwater
          (by Retorica e Logica)


"L'amore è donare quello
che non si ha a qualcuno
che non lo vuole"


                     Jacques Lacan
                       (by Bernardo)


"Sono un conservatore nel
senso inteso da Hannah Arendt,
che si preoccupava della
preservazione del mondo.
Oggi comunque non c'è più
ordine costituito, ma solo
un cambiamento costituito.
La nostra sola tradizione è
il progresso. Viviamo in nome
del movimento e del
cambiamento continuo.
In questo contesto, io mi
considero un rivoluzionario,
perché ormai la sola
rivoluzione possibile è quella
che interrompe le derive
contemporanee"

               Alain Finkielkraut
                            (by Temis)


"Parliamo di politica:
quando si mangia?"


                 Alberto Mingardi


"Quella delle domeniche
a piedi è una messa rosso-
islamica, basata sulla nostalgia
del bel tempo della austerity
'regalataci' dall'Opec nel 1973.
E' un rito di espiazione e
autoflagellazione, direbbe un
Ernesto De Martino. E' una
autopunizione per aver pensato
di andare in auto a casa della
mamma, direbbe Freud. E' una
purga rivoluzionaria per
distruggere i beni di consumo
e tornare al valore d'uso,
direbbe Karl Marx"


                  Paolo Della Sala


"Quando uno conosce bene
una cosa se ne ha a male
se qualcun altro ne parla"


                          by Cruman


"Il vero conservatore sa che
a problemi nuovi occorrono
risposte nuove, ispirate a
principi permanenti"


             Giuseppe Prezzolini
  by Camelot Destra Ideale


"Una donna lo sa: le donne
adorano odiarsi. E' una cosa
vezzosa, niente di grave: solo
un po' di veleno qua e là, uno
sgambetto un sorriso e una
pugnalata alle spalle.
Non possiamo resistere"


              Annalena Benini


"Gli elettori delegano
il peccato ai potenti, così
possono immaginare
di non essere colpevoli
di nulla"


          Paolo Della Sala, again


"L'utilitarista deve nascondere
giudizi di valore da qualche
parte, per prendere decisioni
in base al suo principio,
e la teoria morale che ha
non è quindi l'utilitarismo,
ma lo specifico criterio
decisionale adottato"


                          LibertyFirst


"Non c'è più nessuno
a cui sparare, signore.
Se si tratterà solo di
costruire scuole e ospedali,
è a questo che serve l'esercito?"


                   Michael Ledeen


"L'idealista è uno che,
partendo dal corretto
presupposto che le rose hanno
un profumo migliore dei cavoli,
usa le rose per fare la zuppa"


                  Antonio Martino


"Sono sempre i migliori
ad andarsene dai forum"


                           Malvino


"Sapientia deriva da assaporare,
serve altro commento che non sia
mettere in moto il pensiero,
il ragionamento critico
come sapore delle cose?"


                                 adlimina


"Se gli economisti fossero
in grado di prevedere l'economia
non sarebbero tali, cioè non
avrebbero bisogno di insegnare
per sbarcare il lunario"


                            Mario


"Chi è sovente accigliato,
chi alza spesso il ditino
ammonitore, chi giudica
severamente il mondo
è uno che nel mondo
ci si trova male"


                             Gianni Pardo


The unprofessional blog

L'autore dichiara apertamente
che gli audaci parti del suo
intelletto avrebbero bisogno
del conforto di dottrina
specialistica in più materie,
nessuna delle quali minimamente
padroneggiata: pregasi notare
- sia ricordato qui una volta
per tutte - che di siffatti
scrupoli accademici è
privilegio della corporazione
dei dilettanti infischiarsene
allegramente (TNX Zamax)


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10 febbraio 2006

Il programma dell'Unione: non si fa, si fabbrica

Nell’attesa di poter finalmente allungare le mani sul programma definitivo dell’Unione prodiana (nel frattempo, tra ieri sera e stamattina, sono stati sparati gli ennesimi colpi a salve), in merito al piano di governo per la prossima legislatura fanno fede le proposte politiche unitariamente elaborate dall’opposizione nel corso degli ultimi quattro anni e mezzo. Ora, anche riconoscendo allo schieramento ulivista tutto il beneficio d’inventario possibile per quanto riguarda termini come “unitariamente” e “elaborate”, bisogna giocoforza rimandare ogni considerazione politica complessiva alla presentazione ufficiale del testo-collettore che ispirerà l’azione dell’esecutivo venturo. Se, come l’algebra elementare e i sondaggi preelettorali sembrano ormai dare per scontato, il 9 aprile entrambe le camere vedranno diametralmente invertita la loro composizione, è più che lecito domandarsi quali saranno le linee-guida essenziali percorse da Romano Prodi per ridisegnare a sua immagine e somiglianza il sistema Italia.
Dopo un’adolescenza passata a gridare slogan antiprogressisti, ho maturato la convinzione che, nel quadro di una democrazia dinamica e liberale, sia opportuno non precludersi alcuna scelta di voto, pur di stimolare una corsa alla modernizzazione tra destra liberista e sinistra riformista. Diciamo allora che chi si impegna maggiormente sul fronte della liberalizzazione del mercato di beni e servizi, della contendibilità bancaria e industriale, dello smantellamento dei cartelli clientelari (presenti soprattutto al Sud, ma non scherzano nemmeno il Centro e il Nord), della libertà educativa e più in generale del ridimensionamento dell’apparato statale, si merita il mio umile voticino a prescindere da qualsiasi pregiudiziale ideologica. Non mi dimentico certo dei temi etici, ma tanto quelli vengono ovunque pavidamente liquidati dietro alla miserabile retorica della “libertà di coscienza” – come se si trattasse di una prerogativa indisponibile al singolo elettore, poi.
Sulle cocenti delusioni patite durante il quinquennio berlusconiano relativamente ai capisaldi di cui sopra tornerò più avanti. Per il momento, mi limito a rammentare che nemmeno l’avventura liberalizzatrice della signora Thatcher, in realtà, viene ricordata per i traguardi riformatori (invero piuttosto modesti) raggiunti dalla lady di ferro al termine suo primo mandato. E che, non fosse stato per la “botta di vita” presa con l’intervento militare alle Falkland, pure l’arcigna Maggie avrebbe rimediato una sonora lucidata alle prime elezioni utili.
Torniamo allora al vertice programmatico ulivista conclusosi con i comunicati stampa di stamane. Mastella si prepara a vestire i panni del pungolo democristiano sulla falsariga, per capirci, della fu mosca cocchiera Follini sul versante opposto. E vabbè, del resto è facile prevedere che lo schema adottato dalle schegge centriste rimarrà lo stesso anche in futuro: mascherare dietro a locuzioni aleatorie come “discontinuità nell’azione di governo”, “stanziamento di fondi strutturali in difesa della famiglia”, “federalismo solidale” e “spirito di accoglienza verso gli immigrati” la necessità di smarcarsi dal bipolarismo senza rinunciare alla visibilità garantita dal parassitismo di coalizione. La legge “Maroni” sul lavoro (meglio glissare sull’autentica paternità – socialista! – del Libro Bianco, eh?) viene depotenziata in senso filosindacale; la riforma delle pensioni subisce lo stralcio dello “scalino” fissato per il 2008, come chiedevano i rifondaroli; ogni finestra sulla revisione delle norme in materia di energia nucleare viene chiusa dal massimalismo retrivo dei Verdi. Lo spinosissimo nodo delle unioni civili – finora rimasto sospeso tra i contratti privati di Rutelli e i succedanei matrimoniali meglio noti come Pacs – viene eluso tramite una vaga dichiarazione d’intenti formulata per bocca di Fassino (“Non saranno matrimoni di serie B”). Tutto tace, infine, alla voce “politica estera”. Ne consegue che, com’è facilmente prevedibile, gli aspetti nevralgici riguardanti le relazioni atlantiche e la partecipazione alle missioni militari del caso verrà affidata al “voto di responsabilità” puntualmente accordato dall’opposizione di centrodestra.
Fin qui, dal mio punto di vista le premesse marcano malissimo. Gironzolando per la Rete e leggendo i giornali, tuttavia, un punto di apparente convergenza sembra ravvisabile anche all’interno della composita piattaforma sommariamente compilata dalla Grossa Coalizione, pardon, dall’Unione. Se si passa al setaccio un serbatoio di proposte come il sito della Fabbrica prodiana, infatti, e tralasciando i compitini dirigisti redatti dalle teste d’uovo in libera uscita dalla mangiatoia delle Partecipazioni Statali di demitiana memoria, emergono interessanti particolari a proposito della politica economica.
Concretamente, l’Unione sembra essere d’accordo nell’annunciare considerevoli sgravi sul cuneo fiscale, agendo cioè sugli oneri contributivi che pesano sulle buste paga dei lavoratori e sulle uscite delle imprese a causa dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Va notata l’onestà intellettuale di un premier in pectore che ammette implicitamente di dover modificare un provvedimento assunto dal suo precedente governo (l’IRAP è una creatura del già ministro delle finanze Visco). L’intervento, pari al 5% del costo del lavoro, ammonterebbe ad una cifra compresa tra i 10 e i 20 miliardi di Euro a seconda dell’aggregato di riferimento. Le dolenti note di questo indirizzo programmatico, però, si fanno sentire allorché le risorse per coprire il mancato gettito (ad oggi attestato sui 33 miliardi di Euro) si vogliano reperire elevando la tassazione sulle rendite finanziarie. Il che peraltro costituirebbe un ottimo esempio di gioco delle tre carte: sgravo di qua, però intanto maggioro il prelievo di là. L’abc liberale vorrebbe che si agisse sulla spesa pubblica, tagliandola. Invece il centrosinistra propone una stangata sui risparmi dei correntisti-sottoscrittori e sul mercato obbligazionario. Oltre ad accrescere lo stock di debito pubblico dislocato sotto forma di cedole, quindi, queste misure rivelerebbero l’atavica simpatia della sinistra per la leva tributaria finalizzata allo spostamento di ricchezza, seppur affinata in chiave ragionieristica.
Insomma, direi che il mio passaggio di guado, per il momento, rimane confinato al mondo delle mere ipotesi. Anche se non escludo la presenza di qualche piacevole scampolo liberale, tra le righe delle oltre duecento pagine di programma unionista. Riformisti, liberisti, radicali: all’occorrenza alzate la voce!



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