.
Annunci online

  Ismael [ Il superstite del Pequod ]
         
















Non te lo chiedo per favore: non calpestarmi







Perduta nazione, avito suolo
Isole tra i monti, strade pei mari
Unico asilo ed eterno conforto
Per te prosperiamo
Liberi e reverenti





Due che hanno visto giusto





La situazione mediorientale spiegata
meglio che in mille editoriali





In memoria di Diamond
"Dimebag" Darrell
, e di tutti gli
interminabili pomeriggi di
gioventù trascorsi a sgomitare
sotto la sferza selvaggia
della sua chitarra!





Where I belong:



Il movimento liberale giovanile fondato e presieduto da Francesco Lorenzetti



Edoardo Ferrarese

Crea il tuo badge


Testate, think tank & community:





















Direttore Giancarlo Loquenzi
















































MY BEST SHOTS:

Meglio il Saruman monetarista
o il Sam vegetariano?

Sul proporzionale

Un sindaco efferato

Mineo-gate

La verità ribadita.
Grazie alla blogosfera


Le fiamme sopra Parigi

Religione e omosessualità -
Condannati per reato d'opinione


Buon anno e felice Epifania
con l'intemerata
laica-ma-non-laicista


Ipocralismi
(ipocrisie e moralismi)


Il sofferto capolavoro
di Arik


Munich

Jimmy, Fini e i joint

Il Programma dell'Unione:
non si fa, si fabbrica


Jin-Roh - Uomini e lupi

Cento domande sull'Islam

Il Caimano

Buona la seconda

Cinque minuti a mezzanotte

After-midnight abstracts

Martini l'apostata

Hanno già ricominciato
a farci "ridere"


What is the Matrix?

Federalismo e Democrazia

La riserva è scesa in campo

La Signora delle contumelie

Mimmu 'u Guardasigilli

Il Codice da Vinci

La lussazione

Pensierini bioetici

Referendum day...
compromission day


Centrodestra, anno zero

Padoa-Schioppa VS Bersani:
vince la politica

Paths of Glory -
Ciò ch'è fatto è reso


La guerra infinita,
l'ipocrisia al governo

United 93

Multilateralismo dalemiano:
molta astuzia, poca prospettiva

8 Settembre,
festa degli ondivaghi


Com'era il mondo

Propaganda welfare

La semplicità del Papa

Telecomgate, Prodi poteva
non sapere. Non è
la prima volta


Tra il Dio incarnato
e il Dio incartato


Più tasse per tutti.
E più inflazione

Miami Vice

Ipotesi su Gesù

Buona l'anima,
malo il vino


USA 2006:
l'America plurale


Laicità e diritto naturale,
ovvero: del cortocircuito
giacobino


La mossa del Casini

Né bio né equo
né solidale. Quindi
massimamente etico


Apocalypto

Pannella e la morte
per procura


Fassino, le sberle, la rivincita

Tri-dazer

"Prodienko": torti e ragioni

L'antiPACStico

Uno sguardo all'America
del prossimo futuro


Or sono tre anni

Come Prodi
cadono le foglie al vento


Life to lifeless

Proibizionismi all'orizzonte?

Ennesima political compass

A New Republic

300

Uomini, caporali
e parlamentari


Immigrazione e libertà

L'innatismo dei predestinati

Libertari o gobettiani?

Sarko e Silvio

Cronache straboscopiche

Sex Crimes & the Vatican

Michela Vittoria Brambilla

La valanga veronese

Gods of Metal 2007

Se Milano piange,
Parma non ride


Gianfranco, Daniela
e il  moralismo farisaico


Un altro partito liberale?
No, grazie


La battaglia che fermò
l'impero romano


Harry Potter 5

Mario e i miglioristi sognatori

L'Arciprete e il Cavaliere

Scemenze che vanno distinte

Cor magis tibi Sena pandit

Gli interrogativi di Walter

Il liberismo
è davvero di sinistra?


Fenomenologia del Grillo

Le cronache
del Ghiaccio e del Fuoco


Liberalismo

Eutanasia in progress

Rivalutiamo pure Hobbes,
ma solo oltre confine


Rosmini for dummies

Sapessi com'è strano/
morire democristiano


La Libertà e la Legge

Bioetica
autunno-inverno


Il caso Bianzino

Luigi Sturzo for dummies

Papa e Sapienza,
Fede e Ragione


USA 2008: Mac is back!

I figli di Hurin

Aborto all'italiana

Urbanistica di cronaca
e di mercato

Contro le tasse

Liste del Pdl:
guardiamo la luna,
non il dito


Cattolicesimo,
protestantesimo
e capitalismo


In difesa di Darwin/
Dimenticare Darwin


Multiculturalismo o razzismo?

Coerenza o completezza?
Il caso delle norme edili


Il teatrino fa comodo a tutti

Un'impronta illiberale?

La scelta di Eluana

La fine dell'economia

Il Cavaliere Oscuro

Il quoziente etico

Fallitalia

Quel che resta della crisi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Liberalizzazioni:
cosa resta da fare?

#1  #2


Il punto sulle bersanizzazioni
#1  #2  #3


Un giorno di libertà
#1  #2  #3


Metabio(gen)etica
#1  #2  #3  #4


Per il bene dell'Italia
#1  #2  #3  #4  #5
#6  #7  #8  #9  #10 


IsmaelVille
#1  #2  #3  #4  #5
#6 #6.1 #7  T13


Spigolature internautiche

"Uòlter Veltroni
a tajà er nastro
so' tutti bboni"

            by Giggimassi


"Far l'amore
col preservativo
è come fare il bagno
con lo scafandro"

                (Anonimo)


"Non sono né del partito
rivoluzionario né del
partito conservatore.
Ma tuttavia e dopotutto
tengo più al secondo che al
primo. Infatti dal secondo
differisco nei mezzi
piuttosto che nel fine,
mentre dal primo differisco,
insieme, nei mezzi e nel fine.
La libertà è la prima delle
mie passioni. Questa è la
verità"


      Alexis De Tocqueville
                    (by Zamax)


"Se Dio si candida,
lo stolto pensa alle elezioni
invece che al problema
dell'elezione"


            Giuliano Ferrara


"Io credo soltanto nella parola.
La parola ferisce, la parola
convince, la parola placa.
Questo, per me, è il senso
dello scrivere"


                    Ennio Flaiano
                (by Il Paroliere)


"L'ideazione di un sistema
resistente è atto creativo
che solo in parte si basa su
dati scientifici; la sensibilità
statica che lo determina, se
pure necessaria conseguenza
dello studio dell'equilibrio e
della resistenza dei materiali,
resta, come la sensibilità
estetica, una capacità
puramente personale, o per
meglio dire il frutto della
comprensione ed assimilazione,
compiutesi nello spirito del
progettista, delle leggi
del mondo fisico"


                       Pier Luigi Nervi
(Scienza o Arte del Costruire)


"L'unica cosa necessaria
per il trionfo del male
è l'inerzia dei buoni"

                         Edmund Burke
              (by Torre di Babele)


"Un governo così grande da
darti tutto quello che vuoi
è anche abbastanza grande
da toglierti tutto quello che hai"


               Barry M. Goldwater
          (by Retorica e Logica)


"L'amore è donare quello
che non si ha a qualcuno
che non lo vuole"


                     Jacques Lacan
                       (by Bernardo)


"Sono un conservatore nel
senso inteso da Hannah Arendt,
che si preoccupava della
preservazione del mondo.
Oggi comunque non c'è più
ordine costituito, ma solo
un cambiamento costituito.
La nostra sola tradizione è
il progresso. Viviamo in nome
del movimento e del
cambiamento continuo.
In questo contesto, io mi
considero un rivoluzionario,
perché ormai la sola
rivoluzione possibile è quella
che interrompe le derive
contemporanee"

               Alain Finkielkraut
                            (by Temis)


"Parliamo di politica:
quando si mangia?"


                 Alberto Mingardi


"Quella delle domeniche
a piedi è una messa rosso-
islamica, basata sulla nostalgia
del bel tempo della austerity
'regalataci' dall'Opec nel 1973.
E' un rito di espiazione e
autoflagellazione, direbbe un
Ernesto De Martino. E' una
autopunizione per aver pensato
di andare in auto a casa della
mamma, direbbe Freud. E' una
purga rivoluzionaria per
distruggere i beni di consumo
e tornare al valore d'uso,
direbbe Karl Marx"


                  Paolo Della Sala


"Quando uno conosce bene
una cosa se ne ha a male
se qualcun altro ne parla"


                          by Cruman


"Il vero conservatore sa che
a problemi nuovi occorrono
risposte nuove, ispirate a
principi permanenti"


             Giuseppe Prezzolini
  by Camelot Destra Ideale


"Una donna lo sa: le donne
adorano odiarsi. E' una cosa
vezzosa, niente di grave: solo
un po' di veleno qua e là, uno
sgambetto un sorriso e una
pugnalata alle spalle.
Non possiamo resistere"


              Annalena Benini


"Gli elettori delegano
il peccato ai potenti, così
possono immaginare
di non essere colpevoli
di nulla"


          Paolo Della Sala, again


"L'utilitarista deve nascondere
giudizi di valore da qualche
parte, per prendere decisioni
in base al suo principio,
e la teoria morale che ha
non è quindi l'utilitarismo,
ma lo specifico criterio
decisionale adottato"


                          LibertyFirst


"Non c'è più nessuno
a cui sparare, signore.
Se si tratterà solo di
costruire scuole e ospedali,
è a questo che serve l'esercito?"


                   Michael Ledeen


"L'idealista è uno che,
partendo dal corretto
presupposto che le rose hanno
un profumo migliore dei cavoli,
usa le rose per fare la zuppa"


                  Antonio Martino


"Sono sempre i migliori
ad andarsene dai forum"


                           Malvino


"Sapientia deriva da assaporare,
serve altro commento che non sia
mettere in moto il pensiero,
il ragionamento critico
come sapore delle cose?"


                                 adlimina


"Se gli economisti fossero
in grado di prevedere l'economia
non sarebbero tali, cioè non
avrebbero bisogno di insegnare
per sbarcare il lunario"


                            Mario


"Chi è sovente accigliato,
chi alza spesso il ditino
ammonitore, chi giudica
severamente il mondo
è uno che nel mondo
ci si trova male"


                             Gianni Pardo


The unprofessional blog

L'autore dichiara apertamente
che gli audaci parti del suo
intelletto avrebbero bisogno
del conforto di dottrina
specialistica in più materie,
nessuna delle quali minimamente
padroneggiata: pregasi notare
- sia ricordato qui una volta
per tutte - che di siffatti
scrupoli accademici è
privilegio della corporazione
dei dilettanti infischiarsene
allegramente (TNX Zamax)


Disclaimer
A norma della legge 62/2001
questo blog, aggiornato senza
periodicità, non è una testata
giornalistica né un prodotto
editoriale.
L'autore dichiara di non
essere responsabile dei
commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei
lettori, lesivi dell'onorabilità
o dell'immagine di persone
terze, non sono da attribuirsi
al titolare.


Copyright
Tutti i testi presenti su questo
blog, salvo dove diversamente
indicato, sono da considerarsi
proprietà intellettuale
dell'autore. Senza il consenso
esplicito del titolare, è vietata
la riproduzione totale o parziale
di tali contenuti a scopo di lucro.
Il mancato rispetto di queste
indicazioni sarà perseguito
in sede legale, secondo i termini
previsti dalle leggi vigenti.


Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Wikio - Top dei blogs - Politica


14 agosto 2008

Il cavaliere oscuro

Una volta proiettate nella dimensione corporea, le antitesi astratte si contaminano reciprocamente, al punto da frammentare l’identità delle stesse “maschere” designate ad archetipizzarle. I modelli concettuali di riferimento vedono cioè la loro integrità estetica multisfaccettarsi in un bagno di “realtà narrativa” dove proprio la tensione tra opposti comunicanti, nel suo liberarsi, diviene motore della trama raccontata. Questo nucleo tematico/partito stilistico ha molti precedenti in Christopher Nolan (regista di Memento, Batman begins, The prestige), ma ne Il cavaliere oscuro domina la scena con inusitata abbondanza di varianti figurative. La dualità si pone su più strati di significato, informando livelli di lettura capaci di spaziare con la massima scioltezza dalla stretta vicinanza all’estrema lontananza dallo specifico filmico. Due sono le menti dietro all’opera, con Christopher coadiuvato nella scrittura dal fratello Jonathan Nolan; due i registri espressivi da coniugare, cinema d’autore e d’intrattenimento (Il cavaliere oscuro, riuscendo nell’impresa di confezionare una robusta epica pop, mantiene ciò che Wanted prometteva solamente). Tutta la vicenda, inoltre, ruota attorno alle due serie di polarità incarnate da Batman e Joker (Bene e Male, Amore e Odio, Ordine e Caos), fino a convogliare il suo potenziale simbolico sullo sdoppiamento solo interiore del protagonista positivo e pure esteriore del povero Harvey Dent.
Regia e sceneggiatura concorrono nell’esporre con grande maestria una simile densità di contenuto. Nel memorabile prologo – una delle più belle rapine in banca viste al cinema a mia memoria – l’immaginario dello spettatore è chiamato a riconoscere in una maschera da clown la presenza di un mito vivente, di un simbolo ultroneo, iconizzato tramite un oggetto-feticcio isolato nella sua solitudine. Il rivale, al contrario, viene messo in un’analoga luce “mitica” tramite un espediente moltiplicativo, nella scena in cui oltre ai soliti malviventi gli tocca neutralizzare anche un gruppo di mitomani intenzionati a emulare le eroiche gesta del Pipistrello. Il maligno pagherà l’identità a sé rimanendo vittima della stessa casualità al servizio della quale lavora (quando il suo “esperimento sociale” fallisce miseramente), laddove il buono disporrà infine della labile frontiera tra vero e verosimile in omaggio al bene comune quale ricompensa per la sue profonde contraddizioni (parliamo di un “paladino della giustizia” che accarezza l’idea di appendere il mantello al chiodo pur di riconquistare la vecchia fiamma e, per la stessa ragione, non esita a scegliere quest’ultima tra due ostaggi da salvare). È significativo, poi, che la caduta del già citato Harvey Dent inizi di fronte alle titubanze sentimentali di Rachel, vale a dire nella classica situazione in cui è impossibile “fabbricarsi la propria fortuna”.
L’estro dei Nolan bros nel combinare testo e immagini, d’altro canto, sorvola un po’ sbrigativamente su snodi critici consegnati senza troppi riguardi alla sospensione d’incredulità: Joker che si infila nel polsino della camicia tutta la mala e tutta la polizia di Gotham, Gordon che a metà film estrae dal cilindro uno stratagemma molto somigliante a una scappatoia per sceneggiatori in difficoltà e qualche personaggio secondario (il commissario pre-Gordon, il detective Wuertz) catapultato sulla scena di punto in bianco. Una regia altrimenti elegantissima ha un paio di cadute in occasione di altrettanti, pacchianissimi carrelli circolari (Wayne e Alfred intenti a pianificare la spedizione a Hong Kong, il faccia a faccia tra Joker e Rachel). E la colonna sonora di Hans Zimmer, sebbene emendata dal contributo di James Newton Howard, di fatto copincolla lo score de Il Codice Da Vinci.
Peccati sui quali si può chiudere un occhio, avendo presente le interpretazioni superlative di Heath Ledger e di Aaron Eckhart (Joker e Harvey Dent), la caratura drammatica dell’opera nel suo complesso e la perizia descrittiva con cui Christopher Nolan sa illustrare le azioni più concitate (di molto superiore a quella di celebrati maestri del genere come John Woo, che probabilmente avrebbe trovato il bandolo del complicato balletto sul grattacielo del Joker con un tripudio di esplosioni).
Ma certi commentatori hanno preferito guardare il dito e prendere a pretesto le pecche suddette al fine di posizionare su coordinate analitiche uno sgradimento invero tutto ideologico nei confronti dell’ultima fatica nolaniana. Il “messaggio” del film, ahilui, effettivamente non fa per i palati progressisti (vedi anche l’articolo di Rocca linkato qui sotto): certi uomini nascono crudeli senza che vi siano cause ambientali in grado di spiegare la loro malvagità (Joker si diverte a scherzare sull’origine delle sue cicatrici tirando in ballo violenze domestiche ogni volta diverse), la verità talora può e deve cedere il passo alla fiducia che innerva il tessuto sociale e, dulcis in fundo, l’unica speranza di spezzare la catena del male sta nel farsi anti-eroicamente carico di colpe altrui.
Inutile ripetere che nulla è più lontano da una buona critica cinematografica dell’anteporre l’etica all’estetica o, peggio, del nascondere questo erroneo metro di giudizio dietro categorie valutative apparentemente “tecniche”.

Round-up: Batman è segato in sezioni, mescolate in sé alla rinfusa, che lo rendono incerto e contraddittorio. Joker entra in Batman: affermata nettamente la funzione disvelatrice (“Nei loro ultimi istanti vedi le persone come sono”), lo perlustra nell’intimo” [Emanuele Di Nicola]; “Christopher Nolan gioca pesante – e spesso estenuante – con la contaminazione a specchio tra Pipistrello e Nemico, tra Bene ambiguo ma necessario e Male scintillante” [Alessio Guzzano]; “La gente di Gotham, così come l’opinione pubblica mondiale, pensa che se l’eroe non avesse scatenato la sua crociata a favore del bene, Joker o Bin Laden non avrebbero fatto saltare in aria ospedali e treni, ucciso decine di innocenti e terrorizzato il mondo civile” [Christian Rocca]




7 settembre 2006

Thank you for smoking

Può sembrare strano, ma per quanto si sia arrivati a disporre dei mezzi di comunicazione più sofisticati, accessibili ed integrati, le incomprensioni dovute all’applicazione delle più elementari norme di buona creanza (viatico di tutti coloro che badano ad infastidire il prossimo il meno possibile) e di moderazione nel godere dei piaceri nocivi per la salute (cioè praticamente tutti) non fanno che moltiplicarsi nell’incomunicabilità generalizzata. Fino ad esorbitare dalla sfera privata per giungere di gran carriera in tribunale, in parlamento o in televisione. E se basta una mano sulla spalla nelle circostanze sbagliate per meritarsi l’accusa di sexual harassment, figuriamoci quale può essere il biasimo indirizzato verso le cattive abitudini incolpate di causare malattie anche passivamente o, peggio, di veicolare la socializzazione estemporanea distogliendo la gente dal solitario “produci consuma crepa”.
Il fumo di sigaretta – anche se il gran clamore suscitato in oltre vent’anni di processi collettivi contro le multinazionali del tabacco lascerebbe pensare diversamente – è solo il penultimo arrivato, nella lista dei malcostumi nel mirino del perbenismo organizzato (l’ultimo è l’inquinamento). Alcool e armi lo hanno abbondantemente preceduto. L’abuso di cibi grassi, chissà. In America, le corporazioni produttrici di generi passibili di scomunica salutista si difendono mettendo in moto serque di avvocati e di lobbisti, vale a dire parlatori di professione capaci di esercitare pressione dialettica – sovente anche finanziaria - in favore dei loro mandanti presso la pubblica opinione, le rappresentanze parlamentari e il mondo dei media. Il compito principale di questi promotori “a tema”, poco o punto discosto da quello di un principe del foro o di un attivista politico, consiste nell’avvalorare tesi preconfezionate mediante uno spregiudicato uso della retorica e della persuasione. A seconda della convenienza il bianco diventa nero, il giusto sbagliato e viceversa: sofismo puro, che presuppone – spesso con dolo – la piena consapevolezza dei suoi destinatari.
Con Thank you for smoking, Jason Reitman (figlio dell’Ivan regista di Ghostbusters) cala sullo sfondo di questa realtà una vicenda imbevuta di umorismo nero e di urticanti scorrettezze politiche. Aaron Eckhart, sfacciato portavoce di un centro ricerche che studia e divulga le improbabili virtù terapeutiche del tabagismo, intuisce come il cinema possa essere – e, in un passato nemmeno troppo remoto, sia effettivamente stato – un formidabile volano di pubblicità occulta per le “bionde”. Se caricato di sottintesi sessuali come ai tempi di Humphrey Bogart, anziché di implicazioni psicopatologiche come da Attrazione fatale in avanti, il fumo ritorna attraente. La faccia di bronzo del protagonista dovrà vedersela con un’avvenente reporter a caccia di scoop sugli oscuri retroscena del lobbismo, con un figlio bisognoso di riferimenti morali, con una simpatica coppia di colleghi – rispettivamente emissari dei fabbricanti di armi e dei produttori di alcolici – e con uno zelante senatore, manco a dirlo democratico ed eletto nel deaniano Vermont, personificazione di ogni possibile correttismo politico. Da una sceneggiatura essenziale scaturisce, una volta tanto, un buon uso della libertà di movimento che ne deriva da parte del regista. Le soluzioni visive adottate, se prese singolarmente, non sono originali, ma concorrono a formare una struttura narrativa che, nell’era della scrittura inutilmente prolissa, fa quasi gridare al capolavoro per fluidità e asciuttezza. Nel turbinio di bassezze e di meschinità che, in un perverso gioco al massacro appeso all’inderogabile necessità del “mutuo da pagare” come unico chiodo morale, vede i protagonisti della vicenda rincorrersi di slealtà in slealtà, il frequente utilizzo della voce fuori campo si fa perdonare con carrellate (sull’aereo) o sardonici fermo-immagine, talvolta muniti di sottopancia o di icone in sovrimpressione. Gli intermezzi di raccordo in esterna sono ridotti al minimo, oppure velocizzati e desaturati, per non spezzare la continuità delle riprese indoor – tutte pervase di atmosfere oscillanti tra un soffuso vintage (il club dei fumatori e la sede del centro ricerche) e un tocco di cinema da camera con parentesi on the road. Bello anche il sostegno extradialogico offerto dalla ripresa di certi elementi materici (la valigetta sul sedile posteriore, prima presente e poi assente, rafforza la percezione di un’avvenuta corruttela; oppure il poster pubblicitario del formaggio cheddar nello studio del senatore, che fornisce al protagonista il pretesto per ritorcere il salutismo contro il suo avversario durante l’audizione finale).
Su ogni considerazione tecnica prevale però il plauso alla riuscita di alcuni gustosi siparietti per fisicità di contatto tra dialoghi e recitazione; dove va aggiunto che, a tal proposito, il doppiaggio italiano è perfettamente all’altezza della situazione. Il figlioletto che psicanalizza spietatamente entrambi i genitori per spingerli ad agire secondo i suoi comodi è da antologia, così come il feroce sarcasmo ai danni delle manie esterofile, del fighettinismo e della ruffianeria che circondano l’ambiente hollywoodiano – per l’occasione rappresentato da un esilarante manager in kimono, disponibile a collaborare al progetto di “rivalutazione cinematografica” del tabacco. Ma l’apice della dissacrazione viene raggiunto quando, durante una delle loro abituali riunioni a pranzo, i tre lobbisti MDM (Mercanti Di Morte) litigano per stabilire quale dei loro asset provochi più morti al giorno, facendosene un punto d’onore. Merita infine una riflessione il messaggio morale, quasi un apologo anti-utilitaristico, che sottende la breve vicenda: è rinunciando a perseguire con ogni mezzo – lecito o illecito – i propri interessi a breve termine che, per paradossale che possa sembrare, si ipotecano con maggiore lungimiranza futuri guadagni, si trasmette all’esterno quel pizzico di idealismo che cementa gli affetti e si spiazzano irrimediabilmente i rivali.
Per il modo irriverente di trattare certe tematiche, mi sembra il classico film da sconsigliare ai pedanti che, stretta la boccuccia a culo di gallina e irrigidito il ditino inquisitore, usano ammonire contriti che “sulle cose serie non si scherza”.



sfoglia     luglio        settembre
 


Ultime cose
Il mio profilo



11 Settembre
1972
2twins/M&A
Accessibile
A Conservative Mind
Aislinn
Alef
Alessio Guzzano
Alexandra Amberson
Astrolabio
Atroce Pensiero
Azioneparallela
Benedetto Della Vedova
Bernardo
Bioetiche
Bourbaki
Broncobilly
Cadavrexquis
Calamity Jane
Camillo
Cantor
Carlo Panella
Carlo Scognamiglio
Carlo Zucchi
Ce lo dice Hillman
Climate Audit
Coast2Coast
Crossroads
Davide Giacalone
David the Gray
Daw
Deborah Fait
De Libero Arbitrio
DestraLab
DMC (un amico di vecchia data)
El Boaro
Face the Truth
ffdes
Filosofo austro-ungarico
Freedomland
From being to becoming
Germany News
Gianni Pardo
Giorgio Israel
Giovanni Boggero
Giovanni Maria Ruggiero
Giulia NY
Green Report
Greg Mankiw
Happy Trails
Harry
House of Maedhros
Hugh Hewitt
Ideas Have Consequences
Il blog dell'Anarca
Il bosco dei 100 acri
Il Castello
Il Filo a Piombo
Il Megafono
Il piccolo Zaccheo
Il Politico
Ingrandimenti
In Visigoth
Ipazia
Italian Libertarians
JimMomo
Joyce
Karamazov
Karl Kraus
Krillix
L'apota
La Cittadella
La Pulce di Voltaire
La voce del Gongoro
Le Guerre Civili
Lew Rockwell
L'estinto
Lexi
Liberali per Israele
Liberalizzazioni
Lino Jannuzzi
Little Green Footballs
Lo PseudoSauro
Lo Schiavo
Lo straniero di Elea
L'Ussaro
Macromonitor
Mario Sechi
Marco Taradash
Massimo Fini
Mau
Michael Ledeen
Miss Prissy
Mondo Ingegneri
Napoli Viva
Neocon Italiani
Ne quid nimis
Noise from America
Numendor
Oggettivista
Orpheus
Otimaster
Paolo Longhi
Parbleu!
Passaggio al Bosco
Pensiero Conservatore
Perla Scandinava
Phastidio
Principessa Lea
Processi di mercato
Realismo Energetico
Riflessioni di un Conservatore
Robinik
Schegge di Vetro
Snow Crash
SocraticaMente
Starsailor
The Mote in God's eye
The Right Nation
Topgonzo
Ultima Thule
Valentina Meliadò
Ventinove Settembre
Walking Class
Watergate
Wellington
Wind Rose Hotel
Zamax
Zona Franca


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom